Il 2020 ha introdotto purtroppo un nuovo termine nel nostro vocabolario: Covid-19. Questo piccolo virus ha portato grandi sconvolgimenti nelle nostre vite. Sconvolgimenti nelle abitudini e sconvolgimenti nei nostri stati d’animo.

Nel corso del 2020 sono stati innumerevoli i comportamenti e gli atteggiamenti delle persone: siamo passati attraverso la fase della psicosi, all’assalto dei supermercati, alla negazione del problema, all’uso compulsivo delle mascherine, all’obbligo delle mascherine, al redarguire chi non metteva la mascherina, al confinamento nelle proprie abitazioni, alla denuncia dei vicini di casa, ad esorcizzare le paure e il pericolo mediante l’ironia… Tutti questi comportamenti sono in qualche misura riferibili agli Archetipi Psicologici Umani?

Secondo l’ultimo rapporto del Censis pubblicato a dicembre 2020 (clicca qui per il Report 2020) il 73.4% degli italiani indica nella paura dell’ignoto e nell’ansia conseguente il sentimento prevalente in famiglia. Per analizzare meglio come sia composto questo 73.4% e per quale motivo si sia ritrovato a vivere tali sentimenti più che altri ho pensato di riprodurre tale risultato con l’algoritmo che ho messo a punto, l’Abacus 2.0, che si basa sui 7 Archetipi Psicologici Umani e la loro diffusione nel territorio nazionale.

Paura dell'ignoto e ansia conseguente

Secondo il Censis il 73.4% degli italiani indica nella paura dell’ignoto e nell’ansia conseguente il sentimento prevalente in famiglia. (L’algoritmo Abacus 2.0 basato sugli Archetipi e la loro diffusione sul territorio può produrre risultati differenti, ciò non invalida l’analisi Archetipale)

Ricordo che, come spiegato in questo articolo, ciascun individuo è una somma di più Archetipi, per cui non si ritroveranno mai negli individui attorno a noi e in noi stessi esclusivamente il comportamento di un singolo Archetipo, ma una miscela di questi (normalmente 3), per cui le sfumature sono davvero numerose. Eppure, come per altri elementi, sarà sempre rintracciabile quelli che possiamo definire comportamenti “fondamentali” o “primari”.

Farò ora una breve analisi Archetipo per Archetipo per definire meglio come ciascuno di essi ha vissuto questo anno di pandemia e come si arriva a quanto registrato dal Censis, cioè quel 73.4% di italiani ormai convive con ansia e paura nella propria vita familiare.

Il 1° Archetipo, come abbiamo visto qui, è caratterizzato da forte volontà e incrollabile determinazione e la pandemia Covid impatta su di esso unicamente come “scocciatura” che rallenta i suoi scopi e progetti. Non è stato destabilizzato emotivamente (ovviamente, non avendo il 1° Archetipo una vera e propria vita emotiva e affettiva) e non conosce ansia e paura, quindi è parte del 26% che non vive questi stati emotivi (e in famiglia li stronca sul nascere, provocando spesso inibizioni e repressioni nei familiari). Il primo Archetipo continua a fare quello che stava facendo anche contravvenendo alle indicazioni o alle misure eventualmente promulgate a livello nazionale. Questa noncuranza sarà per lui naturale, non sarà qualcosa di idealistico né qualcosa di cui si fa vanto (come invece accade spesso al Sesto Archetipo). Non accetta nessuna limitazione alle proprie libertà e le uniche misure che rispetterà (senza accorgersene peraltro) saranno il mantenere una certa distanza dalle persone, evitare baci e abbracci: da questo punto di vista per il primo Archetipo è in pandemia da sempre…e per sempre…

Il 2° Archetipo, che caratterizza la persona mite e dotata di una “bontà” naturale, ha una vita emotiva e sentimentale molto ricca ed è stato estremamente colpito a livello psicologico dalla pandemia. La preoccupazione per la propria salute e per quella dei propri cari ha preso possesso fin da subito dei suoi pensieri. È stato il primo ad utilizzare spontaneamente le mascherine e manifestare paura, stati d’ansia e comportamenti irrazionali… il secondo cade in preda al panico facilmente ed esprime le proprie paure e le proprie ansie ovunque, nella vita reale come sui social (qui puoi trovare l’analisi dell’utilizzo dei social da parte degli Archetipi). Quindi fin dall’inizio vive la paura e l’ansia al suo massimo grado in ogni aspetto della propria vita, compresa quella familiare. Alla paura e all’ansia per i pericoli alla salute e alla vita, propria e dei propri cari, con il passare del tempo si è aggiunta sempre più anche la paura per la crisi economica e per la propria sussistenza. La pandemia ha inoltre creato un cortocircuito all’interno del Secondo, perché il secondo è l’Archetipo più “fisico” e predisposto al contatto: rinunciare o resistere ai baci e agli abbracci è difficilissimo, richiede uno sforzo enorme, il solo pensiero di dover rinunciare crea ansia e tensione nervosa… La paura di ammalarsi con il contatto si scontra con la sofferenza estrema per la rinuncia al contatto… non è una vita facile per il Secondo nella crisi pandemica, sicuramente è l’Archetipo che più sta soffrendo.

Il 3° Archetipo è fortemente preoccupato per la situazione economica della propria attività piuttosto che per le condizioni sanitarie. Infatti il 3° Archetipo è l’anima imprenditoriale ed economica del paese, include tutte le persone intraprendenti a cui appartengono la maggior parte degli imprenditori, partite Iva, negozianti, commercianti, ecc. D’altra parte proprio lo spirito di intraprendenza rende consapevole questo Archetipo di riuscire comunque a cavarsela nonostante tutto, ecco perché una parte (minoritaria) di questo Archetipo non vive l’ansia e la paura (è più indicato chiamarla “preoccupazione” per questo archetipo) ma già pensa in modo proattivo, come è nella sua natura. Il Terzo Archetipo fatica ad adattarsi alle limitazioni della libertà perché è  iperattivo, ha bisogno di muoversi e “sfogare” la sua abbondante energia. Si adatta il più possibile alle normative vigenti per non avere problemi (quindi con finalità utilitaristiche) piuttosto che per responsabilità o per rispetto degli altri o delle norme. Cerca sempre di inventarsi qualche modo per “svicolare” quando non riesce più a sopportare la costrizione delle misure vigenti.

Il 4° Archetipo vive particolarmente di emozioni e della ricerca di emozioni. Sono individui predisposti naturalmente a vivere le emozioni con grande intensità e durante questa pandemia hanno “respirato” continuamente il clima pesante e negativo, assorbendolo. Tra di loro quindi, come per il 2° Archetipo, l’ansia e la paura sono stati d’animo grandemente diffusi. Il 4° Archetipo inoltre include persone molto attive nella vita sociale e culturale del paese, al disagio per la situazione sanitaria si aggiunge la sofferenza e la frustrazione per la chiusura dei teatri, dei musei, dei cinema e dei ristoranti e bar dopo le 18 (cioè proprio nelle ore della vita sociale).

Arriviamo nella nostra analisi al 5° Archetipo, caratterizzato da un approccio scientifico ad ogni aspetto della vita. Vive soprattutto a livello mentale e pochissimo a livello emotivo/affettivo, per cui non vive paura e ansia. Vive di cause ed effetti, ragionamenti, previsioni ed analisi. Costituisce una parte importante di quel 26% che non si sente toccato appunto da paura e ansia. Ha fiducia nella scienza e negli scienziati per cui non mette in discussione le scelte prese (se logiche) e si adegua alla situazione, attrezzandosi di tutto punto per contrastare la pandemia e prevenire l’infezione. Si adegua ma non perde lucidità ed è quindi il primo a notare eventuali incongruenze nelle scelte, nei dati e nella comunicazione istituzionale.

Gli Archetipi che più vivono l’ansia e la paura sono il 2°, 4°, 6° e 7°, anche se per il 7° è più una forma di stress ed esasperazione piuttosto che paura ed ansia. 

Differenti sensibilità

Il 6° Archetipo invece è esattamente l’opposto rispetto al 5°, vive di Ideali e Valori, è mistico e idealista, non cerca né è interessato ai dati oggettivi e alle analisi. Vive di cose percepite, di un sentire profondo non razionale che suscita in lui precise convinzioni, convinzioni che sostiene con accanimento anche grazie ad una seleziona istintivamente delle informazioni che si accordano e confermano le sue convinzioni. Riunisce una foltissima schiera di individui, dai devoti di tutte le religioni ai complottisti, dai convinti che cercano di convincere gli altri (di tutti gli schieramenti politici e convinzioni morali), dai lamentosi che percepiscono il mondo sempre sbagliato a coloro che pensano di avere sempre ragione, dagli idealisti agli haters. Sono individui che si emozionano sempre molto, nel bene e nel male. Inizialmente possono aver reagito alla situazione Covid con spavalderia, ribellione o fiducia nel futuro, ma anche in questi casi il loro ottimismo è stato logorato velocemente e al sentimento iniziale è subentrata la paura e lo sconforto, il senso di impotenza e l’accettazione passiva della situazione. Che siano ansiosi per la pandemia o per il complotto che vedono delinearsi sempre più chiaramente attorno a sè, comunque sia appartengono per la stragrande maggioranza a quel 73.4%  di chi sta vivendo la paura e l’ansia.

Il 7° e ultimo Archetipo è caratterizzato da una profonda organizzazione della vita quotidiana, di senso dell’ordine e della pulizia. L’individuo caratterizzato dal 7° Archetipo, a volte anche molto schifiltoso, usava l’igienizzante per le mani ben da prima che la pandemia lo rendesse praticamente obbligatorio in ogni situazione. Ed è contento che, finalmente, ce ne sia adesso un uso massiccio generalizzato. D’altra parte vive malissimo l’incertezza di queste misure legislative che continuano a cambiare rendendo impossibile l’organizzazione delle sue attività, sia lavorative che familiari. Così tanta incertezza in ogni aspetto (sanitario, legislativo, ecc.) alza il livello di stress e ansia del 7° per cui appartiene in gran parte a quel 73% di popolazione che vive costantemente preoccupazione per l’ignoto e l’esasperazione conseguente.

Come vedete la situazione è complessa e almeno la metà della popolazione, quella che appartiene agli Archetipi più emotivi, cioè 2°, 4° e 6° vive stati d’ansia che alla lunga potrebbero sfociare in problemi psicologici di lunga durata, come molti psicologi hanno già denunciato.

Il Rapporto Censis fornisce molti altri dati su cui riflettere e sui quali tornerò nel prossimo articolo. Per il momento potete approfondire altri argomenti nell’articolo che ho scritto per EdizioneStraordinaria. Lo potete trovare a questo link.

Arrivederci al prossimo articolo

Aldo Storti

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