L’inevitabile declino politico di Silvio Berlusconi

Il 26 gennaio 1994, attraverso un messaggio televisivo, Silvio Berlusconi annunciò di aver scelto di “scendere in campo”, in vista delle imminenti elezioni politiche. Tangentopoli aveva travolto i partiti politici italiani, gli elettori di partiti storici come la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano erano rimasti privi di riferimenti e sotto shock, un grande vuoto si era creato nel panorama politico e grandi spazi erano quindi a disposizione per nuove proposte politiche. Con grande scelta di tempo, dimostrando di saper leggere l’opportunità politica del momento, Silvio Berlusconi si presentò agli elettori a due mesi dalle elezioni. Il suo personaggio, imprenditore capace di costruire imprese di successo, lo mette immediatamente in diretto contatto con il 3° Archetipo (vedi qui). Egli è espressione piena e carismatica del 3° Archetipo, un punto di riferimento per chiunque appartenga a quel gruppo, un individuo in cui il 3° Archetipo si riconosce e con cui entra immediatamente in sintonia.

Per la prima volta nella storia della Repubblica, il 3° Archetipo aveva una sua casa e un suo leader, vedeva difesi i propri bisogni e promosse le proprie istanze. Prevedibile e scontata quindi la risposta del 3° Archetipo con la semplice discesa in campo di Berlusconi, meno prevedibile la risposta degli altri Archetipi. Ma Silvio Berlusconi, con il suo discorso iniziale, dimostrò tutta la sua capacità comunicativa. Il suo discorso parlava di “pericolo comunista” ed evocava la risposta di tutti quegli individui del 6° Archetipo che erano rimasti privi di un baluardo contro il comunismo, si appellava direttamente al mondo cattolico (sempre di 6° Archetipo, come ogni religione) ponendosi come difensore dei valori cattolici. Con tono pacato e immagini rassicuranti sul futuro che intendeva costruire per l’Italia si era attratto le simpatie del 2° e del 4° Archetipo, mentre conquistava la fiducia del 5° e del 7° ricordando i suoi successi imprenditoriali, reali e tangibili e riconosciuti da tutti (successi che il 5° e il 7° sanno non essere possibili senza grandi capacità manageriali e metodi efficaci).

Si presenta come l’uomo nuovo, l’uomo della provvidenza, disposto al sacrificio per il bene del paese che ama, si contrappone a tanti riciclati politici con vecchie idee e vecchi metodi. Una proposta nuova, un vento di speranza e ottimismo, il tutto condito da un sorriso rassicurante.

Un discorso capolavoro che si trasformerà due mesi dopo, alle elezioni politiche del 27 e 28 marzo 1994, in un consenso elettorale del 21% che fece di Forza Italia, al suo debutto, il primo partito nazionale. Per vent’anni Forza Italia è rimasta costantemente sopra il 20%, arrivando a sfiorare in alcuni momenti addirittura il 30%. Poi dal 2014 è iniziato il declino. Da una parte la concorrenza interna al Centro Destra della Lega a guida Salvini, dall’altra la perdita di consensi dovuti sia alle vicende giudiziarie (che hanno allontanato sia il 2° che il 4° Archetipo, disgustati dagli scandali, sia il 6° moralista) sia al venir meno del pericolo comunista così sentito nel ’94 (la parte anticomunista del 6° si è trasformata nel frattempo in anticasta e antisistema). Inoltre i risultati di 20 anni di politica di Silvio Berlusconi (per quanto abbia governato meno della metà di quegli anni, ma il percepito dalle persone è differente) hanno minato la fiducia nella possibile spinta al cambiamento della società italiana, in particolare in quegli Archetipi che guardano in modo distaccato i risultati, come il 5° e il 7° Archetipo.

“Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno, quello di un’Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno, più prospera e serena, più moderna ed efficiente, che sia protagonista in Europa e nel mondo. Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme, per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano!” Silvio Berlusconi

Come se non bastasse, negli ultimi 2 anni l’alleato storico, la Lega Nord, diventata ultimamente Lega, ha portato avanti con molta più convinzione rispetto a Forza Italia le istanze storiche del 3° Archetipo: pace fiscale, semplificazione burocratica e abbassamento delle tasse (Flat Tax). Tutti questi fattori hanno ridotto il consenso di Forza Italia esclusivamente al suo nocciolo duro, una parte del 3° Archetipo, quella di fascia di età più elevata.

Nelle elezioni del 4 marzo scorso Forza Italia si è fermata al 14% e negli ultimi mesi i sondaggi la danno ulteriormente in calo. Nel titolo di questo articolo parlo di “inevitabile declino”. Non c’è dunque più speranza per Forza Italia? La risposta è no, non in queste condizioni, e la spiegazione sta tutta nelle caratteristiche di quell’Archetipo che ne ha garantito il successo per oltre vent’anni: il 3°.

Come ho descritto qui il 3° Archetipo è formato da persone intraprendenti, da ogni punto di vista. Ad esso appartengono quindi l’imprenditore, l’artigiano, il libero professionista, ecc. cioè il tessuto produttivo dell’Italia, quel tessuto produttivo ha trovato in Forza Italia la sua casa naturale, fondata e diretta da un esponente del 3° Archetipo. Ha trovato la sua casa e per molti anni ci si è trovato molto bene. Ma ogni imprenditore, ad un certo punto della propria vita, comincia a pensare al futuro della propria azienda, del proprio negozio, della propria attività. E per guardare al futuro pensa ai propri figli, non ai propri padri. Ogni individuo del 3° Archetipo guarda in modo istintivo alle generazioni che lo seguono. Il declino attuale di Forza Italia sta in gran parte nell’età di Silvio Berlusconi. Il 3° Archetipo sta guardando a leader giovani, che sprizzano energia, che possano sostenere la fatica di governare con tutta la forza della loro giovinezza.

Questo fattore psicologico del 3° Archetipo legato al cambio generazionale non può essere sfuggito a Silvio Berlusconi (che ha cercato invano di coinvolgere nella sua missione politica la figlia), ma la mancanza di un degno successore e la ricerca disperata di  quel tipo di riabilitazione che, purtroppo per lui, solo la storia a volte può concedere (quando il ricordo e l’emotività appartiene al passato e i fatti vengono analizzati con distacco), sembrano allontanare il suo addio alla scena politica.

È in corso un travaso inesorabile ed inevitabile di voti da Forza Italia alla Lega di Matteo Salvini,  persona pratica e carismatica, che ha preso a cuore i bisogni del 3° Archetipo (fino a prova contraria) e può garantire un futuro per le sue istanze.

È probabile che Silvio Berlusconi rimanga con un nocciolo duro di fedelissimi (persone del 3° Archetipo di fascia d’età simile, molto critica di fronte alle nuove generazioni che non comprende) ma non andrà oltre il 6-7% del consenso in futuro. Questo è il destino di Forza Italia senza un cambiamento drastico. Nella leadership e nei programmi. Avendo come riferimento il 3° Archetipo, il leader del domani di Forza Italia dovrà essere una persona giovane ma già con grandi successi imprenditoriali alle spalle (magari legati alle nuove tecnologie, alla Mark Zuckerberg o Elon Musk) o un manager capace (alla Sergio Marchionne, ma più giovane…). Inoltre dovrà essere capace di parlare a tutti gli Archetipi, di farsi carico delle istanze di tutti. Saprà trovare Forza Italia un nuovo leader? Saprà reinventarsi in questa Terza Repubblica? Non resta che aspettare per scoprirlo…

Arrivederci al prossimo articolo.

Aldo Storti

Scrivi un commento

  

 
 

 
 
SCOPRI DI PIÙ
close-link